Formare il futuro: il Politecnico di Bari verso un nuovo modello educativo
Come deve cambiare l’università per restare al passo con un mondo in continua trasformazione? È attorno a questa domanda che si è sviluppato il secondo focus group del percorso Polifonia, un momento di confronto che ha riunito figure di primo piano provenienti dal mondo accademico, istituzionale, professionale e imprenditoriale.
Dal confronto emerge con chiarezza che la sfida non consiste semplicemente nell’aggiornare i contenuti dei corsi, ma nel ripensare il modello didattico nel suo complesso. In un contesto caratterizzato da innovazione continua, intelligenza artificiale e crescente complessità professionale, diventa fondamentale spostare il focus dalla sola trasmissione delle conoscenze allo sviluppo di competenze trasversali e capacità di adattamento.
L’obiettivo è formare professionisti in grado non solo di “sapere”, ma di interpretare, decidere e risolvere problemi. Figure capaci di muoversi in contesti complessi, collaborare, integrare saperi diversi e affrontare scenari in continua evoluzione. In questa prospettiva, emerge l’esigenza di una formazione più dinamica, in cui il rigore tecnico si affianchi a pensiero critico, creatività e visione sistemica.
Uno dei temi centrali riguarda il rapporto con il mondo del lavoro, che non può più essere considerato un elemento accessorio. Il confronto evidenzia la necessità di rendere questa relazione parte integrante della didattica, attraverso esperienze concrete, casi reali, progetti condivisi con imprese e professionisti. L’università è chiamata così a diventare non solo luogo di apprendimento teorico, ma terreno di sperimentazione e applicazione.
In questo scenario, l’intelligenza artificiale rappresenta una delle sfide più rilevanti.
Da un lato, offre opportunità straordinarie per innovare i processi di apprendimento, personalizzare i percorsi formativi e supportare studenti e docenti; dall’altro, richiede un approccio consapevole, capace di preservare e rafforzare il pensiero critico, evitando il rischio di una delega eccessiva alle tecnologie.
Non si tratta quindi di introdurre nuovi strumenti, ma di definire una strategia educativa che integri l’IA in modo responsabile.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla didattica attiva e laboratoriale. Tra le priorità emergono attività basate su progetti, challenge, esperienze sul campo e collaborazioni interdisciplinari. Un cambiamento che punta a ridurre la distanza tra teoria e pratica e a rendere l’apprendimento più coinvolgente ed efficace, superando logiche ancora troppo legate a modelli tradizionali.
Accanto all’innovazione didattica, il focus group ha evidenziato l’importanza della student experience. L’università non è solo luogo di studio, ma spazio di crescita personale e relazione. Rafforzare i sistemi di tutoraggio, migliorare l’accompagnamento nei primi anni e valorizzare la vita di campus diventano elementi chiave per favorire il successo formativo e costruire un senso di appartenenza.
Infine, emerge con forza il ruolo strategico del Politecnico come nodo attivo di un ecosistema più ampio, in dialogo costante con scuole, imprese, istituzioni e territorio. In un’epoca segnata dalla diffusione di modelli formativi digitali e a distanza, la dimensione fisica e comunitaria dell’università si conferma un valore distintivo.
Il messaggio che attraversa l’intero confronto è chiaro: non serve insegnare di più, ma insegnare meglio. Ripensare la formazione significa preparare persone capaci di affrontare la complessità, interpretare il cambiamento e contribuire attivamente alla trasformazione della società. Un obiettivo ambizioso, che il Politecnico di Bari è chiamato a guidare nei prossimi anni.
RACCOLTA CONTRIBUTI
Un percorso di ascolto, confronto e costruzione collettiva.
Le voci della governance, degli stakeholder e della comunità universitaria convergono per delineare il futuro del Politecnico di Bari.
La Polifonia, in musica, è l’arte di intrecciare voci indipendenti in un insieme armonico. Allo stesso modo, il Politecnico di Bari avvia una nuova fase: sei incontri di ascolto tematici per raccogliere idee e visioni e tradurle in indicazioni per le scelte strategiche dei prossimi anni.
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