Tavolo 3

Università, fonte di sviluppo e conoscenza

Il piano strategico del Politecnico di Bari è l’occasione per il rilancio di Taranto

«Il piano strategico del Politecnico sia l’occasione per progettare insieme un piano strategico per Taranto, incentrato sulla ricerca, l’innovazione, la valorizzazione dei talenti e l’aumento delle opportunità nel territorio». Lo ha detto oggi il rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino, al tavolo di Polifonia, il progetto itinerante per definire il nuovo piano strategico dell’ateneo attraverso un confronto a tappe con i rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, della scuola, delle professioni nel territorio. Il confronto si è svolto al MarTa, – Museo archeologico nazionale di Taranto – e ha seguito il filo conduttore dell’università come fonte di sviluppo e conoscenza.

 

Dal dibattito sono emerse le necessità del Politecnico e quelle dei suoi interlocutori pubblici e privati. Su alcuni punti, c’è stata una sostanziale unanimità di intenti: valorizzare la presenza fisica del Politecnico nella città, attivando nuove sedi nel centro di Taranto; potenziare l’orientamento attraverso la collaborazione tra ateneo, imprese e istituzioni, per aiutare i giovani a scegliere i corsi di studio con maggiori opportunità di successo nel territorio; realizzare un polo di ricerca ‘indigeno’, tarato sulle potenzialità e gli obiettivi di sviluppo locali, che coinvolga il Politecnico, le altre università e di ricerca, le imprese; favorire quindi la collaborazione tra pubblico e privato per fare ricerca e sviluppo insieme, sui temi di maggior interesse per gli obiettivi di un futuro sostenibile. Sullo sfondo, i temi delle infrastrutture (fisiche e digitali) che servono a rendere il contesto più attrattivo, la mobilità sostenibile, la capacità – da sviluppare – di dialogare con i paesi del Mediterraneo per rendere più internazionale l’offerta formativa e la ricerca.

 

Al dibattito hanno partecipato Giovanni Patronelli, assessore all’Urbanistica del Comune di Taranto, Gianfranco Palmisano, presidente della Provincia, Salvatore Toma, presidente di Confindustria Taranto; Anda Furfaro, vicepresidente degli industriali con delega all’Education; Cristina Carriere, dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio; Vito Messi, presidente di Ance Taranto; Roberto Rotondo, archeologo, della Soprintendenza per il patrimonio culturale e subacqueo; Sandro Maggi, architetto del MARTA e Antonio Messeni Petruzzelli, presidente del Tecnopolo di Taranto. In rappresentanza del Politecnico, oltre al rettore Fratino, c’erano i professori Domenica Costantino, presidente del centro TTEC (sede del Politecnico a Taranto), Pietro De Palma, prorettore alle politiche strategiche, Annalisa Di Roma, prorettrice comunità studentesca ed Enrico Brighi, direttore generale dell’ateneo.

 

Per Furfaro, bisogna ripartire dalla centralità del Politecnico nel territorio, «perché sia sentito come parte integrante di questa città. Inoltre abbiamo bisogno di strumenti nuovi per realizzare idee in progetti innovativi». E sulle competenze, una sinergia per orientare i corsi di studio alle professioni del mare. Per Messeni Petruzzelli «dobbiamo lavorare insieme, per un polo tecnologico del territorio, che sia capace di fare ricerca applicata sul territorio stesso. L’interlocutore di un rilancio di Taranto non è solo il Mimit, ma anche soggetti come Mur, ministero dei trasporti, etc, perché serve la cultura, ma anche la ricerca, l’innovazione, le infrastrutture. Serve sinergia per un progetto nuovo per il territorio».

A proposito delle competenze, Messi ha sottolineato come sia necessario «un innalzamento delle competenze e un sostegno agli investimenti innovativi». L’assessore Patronelli ha proposto di collaborare per potenziare l’orientamento nelle scuole: «Dobbiamo avere ben chiare le figure migliori da formare per le esigenze del territorio e le opportunità di lavoro».

 

Allargando lo sguardo al di fuori della città di Taranto, sempre Messeni Petruzzelli ha detto che i progetti devono viaggiare sul doppio binario del mare e dello spazio – a proposito dello spazioporto di Grottaglie. Tutti d’accordo anche sulla necessità di andare oltre l’Ilva e costruire un nuovo progetto industriale. A proposito di territorio, il rettore Fratino ha chiamato in causa le potenzialità di un territorio che si collega ovviamente all’area di Brindisi e, in modo più ampio, al Salento. Non a caso Polifonia ha fatto tappa a Taranto, dopo l’evento di lancio a Brindisi, dedicato al tema degli orizzonti mediterranei e quello di Bari, al Campus, incentrato sui nuovi modelli della didattica. I prossimi appuntamenti saranno di nuovo a Bari e a Barletta.

RACCOLTA CONTRIBUTI

Un percorso di ascolto, confronto e costruzione collettiva.
Le voci della governance, degli stakeholder e della comunità universitaria convergono per delineare il futuro del Politecnico di Bari.

La Polifonia, in musica, è l’arte di intrecciare voci indipendenti in un insieme armonico.  
Allo stesso modo, il Politecnico di Bari avvia una nuova fase: sei incontri di ascolto tematici per raccogliere idee e visioni e tradurle in indicazioni per le scelte strategiche dei prossimi anni.

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DALLA RICERCA ALL’IMPRESA

Trasferimento tecnologico e collaborazione stabile Università-impresa-PA

Il tema del passaggio dalla ricerca all’impresa viene affrontato come snodo centrale per rafforzare l’integrazione tra università, sistema produttivo e pubblica amministrazione.

Il confronto si concentrerà sugli strumenti e sulle condizioni che rendono possibile la valorizzazione dei risultati della ricerca: dal potenziamento delle strutture di technology transfer allo sviluppo di Proof of Concept, fino ai percorsi di incubazione e alla nascita di spin-off accademici.

Si discuterà sulle forme di collaborazione strutturata, Università, impresa e PA, incluse le esperienze di open innovation e laboratori congiunti, al fine di individuare le linee guida di sviluppo della ricerca applicata in Puglia.

CONNETTERE I TERRITORI

Sviluppo territoriale e tavoli permanenti con enti locali, imprese e società

Connettere territori, istituzioni e comunità rappresenta una condizione essenziale per uno sviluppo locale più coeso, innovativo e sostenibile.

Il tavolo esplora il ruolo dell’Università come piattaforma di relazione tra enti locali, imprese e società civile, a partire dalla costruzione di spazi di confronto permanenti e modelli di collaborazione continuativa.

In questo quadro, saranno approfondite le esperienze di rigenerazione urbana e sviluppo locale, anche attraverso il ruolo dei campus e dei progetti attivi sul territorio. Una parte del lavoro sarà dedicata alla costruzione di ecosistemi regionali dell’innovazione e al rafforzamento della rete tra le Università pugliesi.

POSIZIONARSI NEL MONDO

Internalizzazione della formazione e della ricerca

L’internazionalizzazione non è solo apertura verso l’esterno, ma capacità di costruire relazioni stabili e riconoscibili nello spazio globale della formazione e della ricerca.

Il lavoro di questo tavolo si svilupperà lungo due direttrici: da un lato, l’ampliamento dell’offerta formativa con percorsi condivisi a livello internazionale, dai doppi titoli ai dottorati congiunti; dall’altro, il rafforzamento della capacità attrattiva di studenti e ricercatori, attraverso programmi blended e di mobilità internazionale.

In questo contesto si colloca anche il posizionamento del Politecnico come hub nel Mediterraneo con reti accademiche internazionali.